Trieste: la città con dodici musei

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Trieste dispone di un’ottima offerta di musei da visitare, oltre a diverse mostre temporanee ospitate nei musei stessi o in altre strutture.

ll Civico Museo d’Arte Orientale, inaugurato l’8 marzo 2001, è il primo museo, in ambito regionale, dedicato all’arte orientale. Esso ha sede a pochi passi da piazza dell’Unità d’Italia, proprio al limite della Città Vecchia (via San Sebastiano, 1), nello storico Palazzetto dei Leo, risalente al XVIII secolo ed oggi di proprietà del Comune. All’interno della sede espositiva vi sono non soltanto collezioni d’arte, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali e reperti di vario genere, provenienti principalmente da Cina e Giappone. Il percorso di visita si sviluppa su quattro piani: il primo è dedicato a “Trieste e l’Oriente” e alle sculture del Gandhara, il secondo alla Cina e gli ultimi due al Giappone.
Orario: Martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 13
Mercoledì dalle 9 alle 19
Lunedì chiuso.
Per informazioni:
Tel: 040 3220736 – 040 310500

Il Museo della Fondazione Giuseppe Scaramangà di Altamente. Nel corso della vita Giuseppe Scaramangà raccolse un patrimonio storico-artistico legato alla storia di Trieste; alla sua morte, secondo quelli che furono i suoi desideri, venne istituita una Fondazione a suo nome ed oggi il relativo Museo espone il materiale raccolto nelle stanze in cui egli visse. La casa, tipicamente neoclassica, è situata al civico 1 di via Fabio Filzi. Di grande valore la raccolta di stampe, circa settecento esemplari, ispirate alla città. Particolarmente degne di nota quelle riproducenti il litorale nostrano. Numerosi anche i libri. Una preziosa fonte per chi si occupa di cartografia od urbanistica è la collezione di carte geografiche e piante della città, tra le quali spicca La vera descrizione del Friuli, stampata nel 1553 e che, a quanto pare, è la più antica della regione. Interessanti, specie per i residenti, i dipinti di argomento cittadino, dai quali emerge, ancora viva, la città ottocentesca. Se il mobilio, completamente originale, può essere considerato di minor interesse, ben rappresenta tuttavia il gusto dell’epoca e ci permette di immaginare il modo di vivere di quei tempi. Gli amanti del gioco delle carte non mancheranno certamente di notare quelle qui esposte, rare e estremamente caratteristiche, prodotte da fabbriche locali. All’interno del Museo vi è anche l’archivio delle Benedettine, che nulla ha a che vedere con il resto delle collezioni. Tra i documenti raccolti va però ricordata la bolla di papa Enea Silvio Piccolomini (già vescovo di Trieste) del 1463.

Museo Revoltella.  Si tratta di una galleria d’arte moderna, fondata nel 1872 per volontà del barone Pasquale Revoltella il quale, alla sua morte, lasciò alla città molti suoi beni tra i quali la sua elegante casa (oggi sede del Museo) e tutto quanto era in essa contenuto. Grazie al cospicuo lascito testamentario, il Museo si arricchì in breve tempo di numerose opere d’arte di grande valore, tanto che, dopo pochi decenni, si sentì la necessità di ampliare l’originaria sede, obiettivo raggiunto soltanto in anni recenti (1991) con l’annessione e la ristrutturazione degli adiacenti palazzo Brunner e palazzo Basevi. Il palazzo Revoltella, all’interno del quale sono oggi visitabili alcuni ambienti arredati con il mobilio originario, è di stile neorinascimentale e si affaccia elegantemente su piazza Venezia. Nell’area espositiva vera e propria, che si estende su sei piani, si possono ammirare circa 350 opere di pittura e scultura: al terzo piano di palazzo Brunner vi sono gli artisti italiani del secondo Ottocento, al quarto gli acquisti effettuati alle Esposizioni Internazionali a cavallo tra ‘800 e ‘900, al quinto gli autori italiani del primo Novecento e gli artisti regionali dell’ultimo mezzo secolo, al sesto piano vi sono infine gli artisti di fama internazionale del secondo Novecento. Il Museo ospita mostre temporanee di alto livello, spesso dedicate ad artisti cittadini o comunque regionali. All’interno del Museo è presente inoltre una sala auditorium, sede di concerti, conferenze e spettacoli di elevato valore culturale. Durante i mesi estivi, sulla panoramicissima terrazza del sesto piano, è in funzione un caffè aperto fino a mezzanotte. Per informazioni sempre aggiornate: Museo Revoltella. Via Diaz, 27

Magazzino dei Venti – Progetto Bora Museum. E’ lo spazio del vento e della fantasia. È il laboratorio, la vetrina di un’idea: quella di creare a Trieste il Museo della Bora e del Vento. Un “museo in progress” per prendere confidenza con il progetto, in una dimensione intima e raccolta. Un piccolo centro di documentazione, dove scoprire libri e curiosità eoliche da Trieste (es. le famose corde della bora) e dal mondo (es. il pindekan di Bali). In esposizione anche venti vicini e lontani (Progetto Centoventi). (Tel. 040 30 74 78)

Science Centre – Immaginario Scientifico Situato nella splendida baia di Grignano, a ridosso del Parco di Miramare di Trieste, il Science Centre Immaginario Scientifico (IS) è un museo della scienza interattivo e sperimentale che ha per scopo la promozione e la diffusione della cultura scientifica e tecnologica. Il centro adotta originali tecniche espositive e innovative metodologie di animazione didattica che lo inseriscono nella tipologia dei cosiddetti “musei di nuova generazione” – ovvero i “science centre” di scuola anglosassone – che rivoluzionano le modalità tipiche di un museo tradizionale. Da luogo deputato alla conservazione ed esposizione di reperti e vecchi strumenti, il museo si trasforma in un luogo vivo dove il visitatore interagisce con gli oggetti presenti e con gli ambienti museali. Il Science Centre è anche uno spazio pubblico che propone percorsi, mostre, eventi e attività volte alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica, con particolare attenzione per i grandi temi emergenti che coinvolgono scienza e società. Il museo è caratterizzato da tre sezioni principali: Fenomena è l’ambiente che raccoglie la collezione di exhibit hands-on (postazioni interattive), organizzato secondo specifici percorsi tematici, dove i visitatori possono confrontarsi liberamente con una serie di oggetti da toccare e con cui giocare, per avvicinarsi in modo piacevole ai fenomeni naturali e scoprire le leggi fisiche che li governano: dal tornado di vapore al vortice d’acqua gigante, dalle bolle di sapone al deserto in scatola, agli specchi deformanti ecc. Kaleido è l’originale spazio immersivo che ospita le spettacolari mostre temporanee di tipo multimediale, costantemente aggiornate: multivisioni ad alta definizione proiettate su maxischermi, ipertesti, postazioni interattive, musiche originali, danno vita a un luogo magico che unisce contenuto scientifico e coinvolgimento emotivo. Cosmo è il planetario che permette di scoprire le meraviglie della volta celeste: dalle costellazioni ai pianeti, dal movimento apparente del sole alle albe e ai tramonti ecc.

Civico Museo di Storia ed Arte I reperti egizi, fino a poco tempo fa suddivisi in due diverse collezioni, sono oggi raccolti in un’unica esposizione museale, che trova sede nel Civico Museo di Storia ed Arte. Le nuove sale destinate ad accogliere le mummie ed i relativi sarcofagi di proprietà del Museo di Storia Naturale, sono state inaugurate il 31 luglio 2004, conferendo all’insieme maggiore importanza e valenza scientifica. Vi sono quindi tre mummie umane, esposte in sarcofagi di legno dipinto, una intatta e interamente bendata, una, femminile, parzialmente liberata dalle bende che la fasciavano, ed una messa completamente a nudo. Di particolare valenza artistica sono i sarcofagi che le ospitano, finemente decorati. La collezione comprende altri due sarcofagi, uno in granito ed uno in pietra bianca. Il Civico Museo di Storia ed Arte è situato in piazza della cattedrale, 1 (a pochi passi dalla Cattedrale di san Giusto, sull’omonimo colle) ed è aperto al pubblico con il seguente orario: martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 13;
mercoledì dalle 9 alle 19.

Risiera di San Sabba Il Civico Museo della Risiera di San Sabba prende il nome dal complesso di edifici costruito all’inizio del secolo scorso allo scopo di costituire un centro per la pilatura del riso. Durante l’occupazione nazista la Risiera triestina fu l’unico campo di sterminio presente sul territorio italiano. All’interno del complesso venivano imprigionati i prigionieri destinati alla morte o alla deportazione. Tra i prigionieri vi furono non soltanto detenuti per motivi politici e razziali ma anche civili arrestati durante rastrellamenti oppure destinati al lavoro coatto.

Civico Museo del Risorgimento. E’ sicuramente uno dei musei meno conosciuti della città di Trieste. Esso è ubicato alle spalle della centralissima piazza Oberdan, in via XXIV Maggio, 4. Attraverso gli oggetti ed i documenti esposti il visitatore compie un viaggio, sicuramente di non semplice comprensione, attraverso la storia di Trieste negli anni che vanno dai primordi dello sviluppo del sentimento di italianità, con la partecipazione attiva di non pochi cittadini al movimenti irredentisti risorgimentali, agli anni della prima guerra mondiale, conflitto che vede molti volontari giuliani arruolarsi tra le fila dell’esercito nel giovane Stato Italiano. Testimonianza particolare di questo anelito a combattere per l’Italia, sentita quale madrepatria, è data dalla Sala delle medaglie d’Oro, il cui allestimento risale ad anni recenti.

Il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio, la cui apertura al pubblico risale all’8 marzo 1984, occupa una parte del fabbricato dell’omonima antica stazione, costruita all’inizio del secolo scorso con funzioni di capolinea dei collegamento tra il porto di Trieste e l’entroterra austro-ungarico e bavarese, nonché della cosiddetta Ferrovia Istriana. A seguito del declino della città dopo la seconda guerra mondiale, la stazione di Campo Marzio perse gradualmente ma significativamente importanza fino alla sua definitiva chiusura nel 1960. Le sue sale, oggi perfettamente restaurate e riportate al loro originario splendore, ospitano una vasta collezione di foto, disegni, documenti e cimeli relativi alla storia dei trasporti ferroviari della provincia di Trieste, articolati in quattro sezioni: storia, tecnologia, movimento e trazione. Di grande impatto anche sui visitatori più giovani sono i plastici, sui quali spicca la fedele riproduzione del nodo ferroviario di Opicina nel 1910. Sui binari rimasti intatti si possono invece ammirare undici locomotive a vapore, una locomotiva elettrica ed una automotrice diesel oltre ad alcuni tram di Trieste.

Civico Orto Botanico La storia dell’orto botanico ha inizio in età medievale, ma è solo dall’inizio del secolo scorso che, con Carlo de Marchesetti, entra a far parte dei beni di proprietà dei Civici Istituti Scientifici: a questo periodo risalgono i lavori di ampliamento e adattamento, la creazione di percorsi di visita e di ambienti terrestri e lacustri, nonché la selezione delle piante secondo criteri scientifici. Negli ultimi decenni numerosi sono stati gli interventi manutentivi che hanno interessato la struttura, il cui ruolo è oggi anche di tipo didattico e ricreativo, oltre che scientifico. Nonostante la situazione precaria in cui versa a tutt’oggi la struttura vengono infatti eseguite visite guidate ed allestite mostre botaniche e manifestazioni. All’Orto è inoltre associata la Riserva naturale di bosco Biasoletto e Bosco Farneto.

Il Museo Commerciale è stato realizzato dalla Camera di Commercio nel quadro delle celebrazioni per il 250° anniversario della sua fondazione il Museo Commerciale. Il nome richiama quello dell’istituzione promossa nel 1906, dallo stesso Ente camerale, d’intesa con la Scuola Superiore di Studi Economici “Pasquale Revoltella”, primo nucleo universitario triestino. Inaugurato il 20 ottobre 2005, il Museo Commerciale si trova al secondo piano dell’edificio di proprietà camerale sito in via S. Nicolò 7 (denominato “Palazzo Dreher”), progettato negli anni 1909-’10 dall’architetto viennese Emil Bressler e poi riadattato nel 1928-’29 dall’architetto triestino Gustavo Pulitzer-Finaly, fondatore del moderno arredamento navale italiano, per ospitare la “Borsa Nuova”.

Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa Istituito nel 1995 a cura del Comitato promotore per la costituzione del Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa, cui ha aderito anche il Comune di Trieste, il Museo è stato aperto al pubblico nel 1997, dal 2001 fa parte del Museo Multiplo dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste. Ha sede presso lo storico Palazzo delle Poste di Trieste che fu progettato dall’architetto austriaco Friedrich Setz e inaugurato nel 1894. L’edificio già sede dell’I.R. Direzione delle Poste e Telegrafi dell’Impero Asburgico, ha conservato le sue originali caratteristiche e rappresenta l’ideale contenitore per un Museo specializzato in una tematica particolare, quella postale e telegrafica. L’intento è quello di valorizzare le testimonianze della “cultura postale” della Regione Friuli-Venezia Giulia e delle nazioni limitrofe che appartennero al bacino dell’Europa centrale. L’area museale si trova al pianoterra del Palazzo delle Poste, con ingresso dall’atrio prospiciente la piazza Vittorio Veneto. Sulla destra, accanto all’entrata, viene fatto un accenno alla figura di Guglielmo Marconi e alla sua nave laboratorio “Elettra”; si accede, quindi, alla sala principale dove è esposto il materiale.

 

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