Il Monte Bianco la vetta più bella d’Italia. Top 10

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Le vette formano il 54% del territorio italiano. Ce n’è per tutti i gusti: di ghiaccio e di roccia, verticali e tondeggianti, fa­cili e difficili, famosissime e sconosciute. Quali sono le altre vette italiane assolutamen­te imperdibili? Il Corriere della sera, nel giugno del 2009,  ha stilato la top ten dell’Italia in salita.

  1. Al primo posto il Monte Bianco, che con i suoi 4.810 metri costituisce il tetto d’Euro­pa. In realtà di vette che supe­rano i 4.000 ce ne sono 28 e per l’estensione dei ghiacciai, per l’altezza delle pareti, per l’impegno delle vie il Bianco è il più himalayano dei gruppi al­pini. Qui si trova la roccia più solida, un granito rosso, ruvi­do e fessurato, dove l’arrampi­cata è entusiasmante. Sulle sue grandi vie di misto e di ghiac­cio è stata scritta la storia dell’alpinismo, che per convenzio­ne si fa nascere proprio qui con la prima ascensione della cima più alta l’8 agosto 1786. Dire Bianco per l’alpinista si­gnifica evocare non una montagna, ma un mondo. Se anco­ra nel Settecento la sua azzurra skyline, che si avvista dalle ri­ve del Lemano, era liquidata co­me Montagnes Maudites, oggi ogni punta, ogni spigolo, ogni couloir ha un nome e una sto­ria. Grandes Jorasses, Dente del Gigante, Brenva, Aiguilles de Chamonix, Argentière: die­tro questa toponomastica favo­losa corrono i sogni di tutto il pianeta rampante.
  2. Al secondo posto il Monte Ro­sa, la seconda cima delle Alpi. In questo gruppo, che si leva tra Svizzera, Piemonte e Valle d’Aosta, dominano le linee orizzontali, i grandi spazi gla­ciali, le creste nevose. L’evoca­zione del colore è del tutto fal­lace: rosa è infatti voce prelati­na che indica il ghiaccio.
  3. Al terzo posto il Cervi­no, l’icona della montagna, quella che disegna ogni bambi­no con tre linee di pastello. L’inglese John Ruskin lo definì «il più nobile scoglio d’Euro­pa ». L’epopea della sua conqui­sta si concluse con una trage­dia, che avrebbe addensato in­torno a questa piramide roccio­sa una fama fatale. Il punto più celebre da cui ammirarlo è il Lago Nero sopra Zermatt: una perfetta scatola di cioccolatini svizzeri.
  4. Al quarto posto il Gran Paradiso, l’unico 4.000 interamente ita­liano, sulle cui pendici si trova il parco nazionale che ha salva­to lo stambecco dalla sua estin­zione. Lo si ammira da Cogne.
  5. Al quinto posto il Monviso. Chi percorre la parte occi­dentale della pianura padana è accompagnato dalla visione di questa vetta, una specie di cor­rusco Cervino piemontese, che gli inglesi soffiarono agli alpi­nisti subalpini impegnati al­l’epoca nel Risorgimento. Su questa cima, da cui sgorga il Po, nacque il Club alpino italia­no.
  6. Al sesto posto il Bernina una delle due vette più alte della Lombardia. Si leva tra Val­tellina ed Engadina, con le sue lame di ghiaccio affilatissimo, cui gli scalatori hanno attribui­to nomi fantasiosi come «cre­sta del cielo».
  7. Al settimo posto il Gran Ze­brù, l’altra vetta più alta della Lom­bardia. E’ la ci­ma più imponente dell’Ort­les- Cevedale, nel Parco Nazio­nale dello Stelvio: la regalità delle forme è valsa alla monta­gna un nome tedesco che non poteva essere più solenne: Kö­nigsspitze, «cima del re».
  8. All’ottavo posto il Badile. Tut­to roccioso si trova sempre in Valtellina. La sua lavagna granitica settentrio­nale, alta 1.000 metri, ha co­stituito negli anni Trenta uno degli ultimi problemi dell’alpinismo.
  9. Al nono posto il Gran Sasso, un ango­lo dolomitico tra Abruzzo e Mo­lise.
  10. Al decimo posto l’Etna. Per i siciliani sem­plicemente « a muntagna ». Per capirne il fascino, bisogna aver­la raggiunta in inverno con gli sci da alpinismo. Ai vostri pie­di il mare di Taormina, la costa della Calabria e, più lontano nella foschia, il Tirreno con le isole Eolie, favolose come le vi­de Ulisse.

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