Milano: il duomo con 145 guglie

0
141

Il Duomo di Milano è considerata la terza chiesa cattolica nel mondo dopo San Pietro in Vaticano e la cattedrale di Siviglia. La sua costruzione è stata iniziata nel 1386 ed è andata avanti per 500 anni visto che la facciata è stata ultimata alla fine del 1800. A volerlo è stato Gian Galeazzo Visconti, che era il Signore di Milano. Sorge su un territorio sacro, che inizialmente ospitava il tempio di Minerva. Fu sant’Ambrogio a volere la chiesa intitolata a SS. Tecla e Pelagia. Avviciniamoci alla facciata e varchiamo uno dei portali in bronzo. Sono magnifici e istoriati in altorilievo. Un singolo portale per ogni lato e uno doppio per quello centrale. Vi si potrà leggere la vita della Vergine Maria, l’Editto di Costantino, la vita di Sant’Ambrogio e la Storia di Milano.

All’interno una riga di bronzo che percorrerà il verso della lunghezza. In punti apparentemente casuali, lungo quella linea di ottone, ci sono delle mattonelle con i segni zodiacali. Cinque le manate interne. Quella centrale è davvero ampia l’altezza non fa assolutamente pensare all’opprimente stile gotico tutt’altro. Ai lati ci sono tantissime e altissime vetrate istoriate. Avvicinandoci all’altare il Transetto è talmente ampio che potrebbe essere una chiesa per conto suo. In quello a sinistra potremo notare l’“Albero”, o Candelabro Trivulzio. Un gigantesco candelabro a sette bracci, alto 12 metri, scolpito nell’XI secolo da un orafo francese, tale Nicola da Verdun, e donato nel 1562 all’arciprete Giovan Battista Trivulzio è semplicemente imponente. A destra invece c’è una suggestiva statua di san Bartolomeo, riconoscibile a livello iconografico per il fatto di avere appoggiata sulla spalla la sua stessa pelle, visto che fu quello il suo martirio.

L’altare maggiore è più alto del livello delle navate, con un coro ligneo magnifico, e due coppie di organi. Uno più antico dell’altro. Sotto l’altare maggiore c’è una piccola chiesetta e l’ingresso al Tesoro del Duomo… dove sono custoditi paramenti antichissimi, calici d’oro massiccio, mitre intarsiate di gioielli preziosi. In determinate ore del giorno sarà possibile girare intorno all’altare maggiore e ammirare cosi le gigantesche vetrate dell’abside sono tre e non ci sono parole per descrivere degnamente l’incanto. Sotto le vetrate ci sono i sarcofaghi più importanti tra cui quello di San Carlo Borromeo, ma anche Ariberto d’Intimiano, Gian Giacomo Medici.

Un ultimo cenno alle guglie sono 145, e sono state erette tra il XVIII secolo e il 1858 la più alta è stata costruita nel 1774 e ospita la celeberrima Madonnina che non è d’oro, ma ricoperta di fogli d’oro ed è alta 4 metri.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here