Roma: la basilica di san Pietro

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La Basilica di San Pietro in Vaticano sorge nel luogo dove secondo la tradizione era stato sepolto l’apostolo Pietro. A far erigere la Basilica è stato l’imperatore Costantino intorno al 320. La primitiva Basilica era un edificio di dimensioni paragonabili all’attuale, costituito da cinque navate precedute da un grande atrio con quadriportico e cantharos per le abluzioni.
Papa Niccolò V (1447-1455) inizia quel lungo processo che porta al completo rifacimento della vetusta basilica costantiniana. La svolta si ha con Giulio II (1503-1513) che nel 1505 decise la ricostruzione completa del tempio affidandone i lavori a Donato Bramante che progetta e comincia un grandioso edificio a croce greca con cupola rimasto tuttavia incompiuto per la scomparsa tanto del papa committente che del Bramante stesso (1514). Nel 1547 Paolo III Farnese dette l’incarico di proseguire i lavori a Michelangelo.

L’anziano maestro, aveva più di settant’anni, recupera la centralità del progetto bramantesco proiettandola però verso l’alto con la possente eppur slanciata cupola, eseguita dal Buonarroti fino al tamburo e portata a termine, con qualche variante, da Giacomo della Porta tra il 1588 e il 1590. Nel 1626 la basilica fu finalmente consacrata da papa Urbano VIII Barberini (1623-1644). Dal 1629 la direzione del cantiere fu affidata a Gian Lorenzo Bernini, che realizzò gran parte dell’apparato decorativo e, tra il 1656 e il 1665, sistemò definitivamente la piazza antistante la basilica erigendo il celeberrimo colonnato.

Ecco alcuni numeri sulla Basilica. Lunghezza 218 metri. 130 metri altezza fino alla cupola. 23.000 metri quadrati, superficie totale. 115 metri larghezza della facciata. 46 metri, altezza della facciata. 5 le porte di accesso. 187 metri lunghezza della navata centrale. 45 metri, altezza della navata centrale. 30 metri altezza del Baldacchino di San Pietro.

45 altari al suo interno. 11 cappelle al suo interno. 10.000 metri quadrati sono rappresentati dai mosaici che decorano l’interno. 136 metri altezza del cupolone. 42 metri diametro del cupolone. 537 scalini per accedere alla sommità del cupolone. 71 metri perimetro dei quattro ciclopici pilastri che sorreggono l’intero cupolone. 14.000 tonnellate peso dell’intera struttura.

800 uomini lavorarono alla costruzione del cupolone. Sei campane posizionate sul lato sinistro del prospetto principale Campanone – diametro 231,6 cm. peso 8950 Kg. Campanoncino – diametro 172,2 cm. peso 3640 Kg. Rota – peso 1.815 Kg. Predica – peso 830 Kg. Ave Maria – diametro 75 cm. peso 250 Kg. Campanella – peso 235 Kg.

60.000 il numero delle persone che la basilica può contenere.

L’interno, di dimensioni davvero grandiose, presenta una navata centrale e due navate laterali minori. Sul pavimento della navata mediana, a pochi metri dall’ingresso, c’è la Rota Porphyretica, un disco di porfido (già presso l’altare dell’antica basilica) su cui Carlo Magno s’inginocchiò, per ricevere da Leone III la corona imperiale, nella notte di Natale dell’anno 800. Procedendo verso l’altare si possono notare, sempre sul pavimento, le lettere bronzee con cui sono segnate le lunghezze delle più grandi chiese del mondo. Sull’ultimo pilastro di destra, una celebre statua di bronzo raffigurante San Pietro seduto e benedicente – a lungo creduta del V secolo ma ora assegnata con certezza al XIII secolo e forse ad Arnolfo di Cambio – introduce alla cupola, il cui luminoso interno fu decorato a mosaico dal Cavalier d’Arpino nel 1605.

Del Bernini è la scenografica Cattedra di San Pietro al centro dell’abside, fiancheggiata dai monumenti funerari ad Urbano VIII, anch’esso del Bernini, e a Paolo III, opera insigne di Guglielmo della Porta. Nella prima cappella della navata destra, dietro un cristallo di protezione, si può ammirare la Pietà, famosissimo gruppo marmoreo firmato da Michelangelo, che lo eseguì appena ventitreenne (1498-99) per un cardinale francese. Proseguendo lungo la navata destra si oltrepassano altre cappelle tutte con decorazioni ed opere di altissimo livello (nella terza, detta “del Sacramento”, inferriata disegnata dal Borromini e ciborio del Bernini ispirato a S. Pietro in Montorio); nel transetto destro monumento di Clemente XIII, una delle opere più celebri di Antonio Canova (1784-92). Nella navata sinistra si segnalano la tomba di Innocenzo VIII del Pollaiolo (1498), il più antico dei monumenti funebri presenti nella basilica, e la stele funeraria nota come monumento Stuart, di Antonio Canova.

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