Campania: Nuovo richiamo dal Consiglio d’Europa per le Ecoballe

©Lapresse 02/2008 varie Emergenza Rifiuti Campania nella Foto: Sito di stoccaggio ecoballe.

L’Italia e la Campania sono state richiamate dal Consiglio d’Europa per una questione delicata. Si tratta delle ecoballe accumulate prima del 2009 in Campania, rimosse solo in minima parte. Quelle accatastate nelle province di Napoli e Caserta tra il 2001 e il 2009 sono circa 5.500.000. Con il termine ecoballe si indicano i cilindri di grosse dimensioni in cui si compattano i rifiuti solidi urbani trattati per essere trasformati in Combustibile Derivato dai Rifiuti. Soprattutto i rifiuti a base di materie plastiche e quelli idonei vengono ridotti in pezzi e aggregati in blocchi, appunto le ecoballe.

Nel 2015, l’Europa aveva inflitto all’Italia una multa di 20 milioni, più 120mila euro al giorno fino a quando il nostro Paese non avrebbe risolto il problema.

Un modo per sollecitare la risoluzione della questione, che non ha prodotto risultati. Finora, infatti, sono stati pagati 200 milioni di multa e si continua a pagare la somma giornaliera. Era stata proposta la realizzazione di un termovalorizzatore che bruciasse le ecoballe ma è stato bloccato per i dubbi sull’ambiente.

Nel 2016, il presidente del Consiglio Renzi e quello della Regione Campania De Luca proposero un’alternativa, il trasporto delle ecoballe altrove, piano rimasto senza seguito. I 5 Stelle propongono, ora, di aprire le ecoballe e differenziarne il contenuto.

Una cosa certa al momento è che il Consiglio Europeo ha dato tempo all’Italia fino al 16 dicembre 2019 per chiarire come intende smaltire i rifiuti e fornire tutte le indicazioni sulla capacità degli impianti e le strategie da mettere in atto.

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