Riccione: Cocoricò in vendita le memorabilia del locali icona degli anni ’90 in riviera

Foto LaPresse - Angelo Emma03-08-2015 Riccione, ItaliaCronacaLa discoteca Cocoricò farà ricorso al Tar contro il provvedimento di chiusura provvisorio, dopo la morte per ecstasy di un 16enne di Città di Castello (Perugia). Lo ha annunciato il general manager Fabrizio De Meis nel corso di una conferenza stampa a Roma.Photo LaPresse - Angelo EmmaAugust 03th, 2015 Riccione, ItalyNewsThe disco Cocoricò will appeal to the TAR against the measure of temporary closure, after the death of a 16 year old ecstasy of Città di Castello (Perugia).This was announced by general manager Fabrizio De Meis during a press conference in Rome.

Negli anni ’90, il Cocoricò rappresentava il divertimento trasgressivo a Riccione. Una serie di eventi gravi, tra cui la morte di un 16enne a causa di un’overdose di ecstasy, acquistata proprio durante una notte brava e il mancato pagamento di alcune tasse rilevato da Equitalia, hanno portato al fallimento dello storico locale che ha dichiarato il fallimento il 4 giugno scorso, anche se di fatto era stato chiuso già da dicembre 2018. Ma non c’è pace per il Cocoricò, da cui qualcuno ha sottratto alcuni oggetti per rivenderli sul web, dichiarandoli “memorabilità”.

Ora il locale si presenta come uno spazio fantasma, da cui mancano pezzi di arredi, vetrate in frantumi e impianti irreparabilmente danneggiati dai vandali che li hanno smontati per ricavarne parti da rivendere. Su internet è possibile trovare aste che riguardano foto, suppellettili e oggettistica sottratti illecitamente. L’albergatore Lorenzo Spadini, proprietario del locale, racconta al Resto del Carlino di essere a conoscenza della situazione, ma di non poter intervenire in nessun modo, perché gli spazi non sono più sotto la sua responsabilità, ma del curatore del Tribunale di Rimini che ne sta curando il fallimento per 800 mila euro.

Quello che è certo, è che anche gli sciacalli e i malintenzionati che stanno lucrando sull’ormai defunto Cocoricò potrebbero presto essere oggetto d’indagini per vendite illecite e furto aggravati.

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